Non c’è peggior sordo … dei politici italiani

Sono l’unico che ha sperato che il declassamento americano avesse insegnato al mondo che in questo periodo di instabilità economica sarebbe meglio turarsi il naso e scendere a compromessi invece di mercanteggiare come al solito? Le accuse e la bocciatura cinese, seguite al declassamento da parte di Standard & Poor’s degli States da AAA ad AA+, dell’intera classe politica americana per le trame e i giochetti tra repubblicani e democratici che ha permesso lo sblocco della situazione solo all’ultimo minuto mettendo a rischio l’intera economia e lasciando con il fiato sospeso le borse di tutto il mondo sembra non aver insegnato nulla al nostro paese.
I politici italiani della maggioranza piangono la mancanza di un’Europa forte, di un tesoro europeo e di un Parlamento senza poteri sostanziali quando fino a ieri sbandieravano lo spauracchio dell’uscita dall’Europa e sono sempre stati euroscettici e in prima fila per togliere o non concedere a Bruxelles poteri sugli stati membri. Le dichiarazioni di PD e IDV sono quantomeno irresponsabili in questo momento, l’unico loro pensiero sono le dimissioni di Berlusconi, dichiarazioni miopi e fatte senza pensare che una caduta del governo in questo momento non farebbe che aumentare la sfiducia dei mercati nel nostro paese e rafforzare l’idea dell’instabilità della nostra penisola.
Le parti sociali … bah … cosa vogliamo dire a chi propone come soluzione uno sciopero generale? Ottimo, paralizziamo anche le poche aziende che stanno faticosamente resistendo alla crisi e che riescono a pagare gli stipendi ai loro dipendenti con lo sciopero generale, perché non lo facciamo ad oltranza … questa posizione della CGIL mi sembra molto simile alla risposta dei sindacati greci alla manovra lacrime e sangue di Papandereou ed abbiamo visto tutti com’è finita.
La paura di uno stallo politico è molto forte, la lettera della BCE esprime richieste radicali, liberali e liberiste per rilanciare l’economia e il mercato.
Cosa dire della riforma messa in piedi dal Governo e approvata settimana scorsa che colpisce i lavoratori, i ticket sanitari ecc e quella che si sta preparando ora continuando a pensare a tagli lineari.
Come recita un vecchio adagio “son tutti froci col culo degli altri” e infatti mentre il Parlamento si ingegna su come e dove far cadere la scure le proposte dei politici sui tagli alla casta sembrano bastoncini di incenso accesi in un letamaio. Forse l’antipolitica potrà sentirsi appagata dalla proposta della diminuzione del numero dei parlamentari che l’abile politica sta promuovendo … piccolissimo particolare, nessuno dei nominati oggi in Parlamento rimarrà a casa da subito, ovviamente. La diminuzione si avrà con le nuove elezioni e cioè nel 2013 … come dire:
“Prima avevamo 3 piatti di pasta per 3 persone, ora ne abbiamo 2, io che sono il politico continuo a mangiarne 1 e voi due dividetevi l’altro piatto poi nel 2013 anche io ne mangerò metà così se saremo ancora in questa situazione voi potete mangiare di più ma mai come prima e io mi sacrificherò”
Peccato che sembra nessuno abbia visto l’ottimo lavoro di Rita Bernardini sugli sprechi della politica e della Camera dei Deputati, li i tagli si possono fare subito ma sembra che il nostro Parlamento non sia disposto a fare sacrifici adesso.
Sulle alternative al mettere le mani nelle tasche degli italiani di idee ce ne possono essere tante:
– il mercato delle sostanze stupefacenti che nel nostro paese frutta alla criminalità organizzata oltre 11,4 milioni di euro, con la legalizzazione delle sostanze si potrebbero tassare le entrate, si creerebbero posti di lavoro legali, si toglierebbe denaro alla criminalità, si libererebbero forze di agenti che attualmente vengono impegnati in questo ambito
– Con l’abolizione del finanziamento alle chiese si potrebbero risparmiare parecchi soldoni e rivedendo il concordato si potrebbero ottenere soldi che l’Italia non ha mai visti, pensiamo per esempio al pagamento dell’acqua della Città del Vaticano o dell’ICI solo per fare alcuni esempi.
– Una vera riforma del mondo del lavoro, nuovi metodi per la gestione delle uscite di mercato delle società e l’investimento sulla formazione degli individui non sull’assistenzialismo a vita di lavoratori ed impreditori
– L’abolizione delle province e l’accorpamento dei comuni più piccoli.
– La privatizzazione delle partecipate, privatizzazioni vere però non “all’Alitalia”. Si potrebbe anche eliminare lo squallido mercato delle vacche di nomine di incompetenti e politici trombati nelle società controllate / partecipate.
– Si potrebbe pensare ad una riforma della giustizia perché uno Stato di diritto non può vivere nel caos e nell’incertezza della pena ma soprattutto nella certezza di carceri illegali e dell’assenza delle pene per alcuni . Uno Stato con 9 milioni di processi in corso con 18 mila processi prescritti all’anno.
– Per finire si potrebbe anche pensare di fermare i finanziamenti a servizi non offerti dallo Stato come per esempio le scuole private.

Come ha cantato Madonna I’d like to express my extreme point of view / I’m not Christian and I’m not a jew / I’m just living out the American dream / And I just realised that nothing Is what it seems
Forse l’America si è svegliata dal sogno ma io voglio ancora continuare a sognare un’Italia laica, liberale e radicale

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=Ie5Cbp__qA8&w=450&h=280]

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