Un altro treno è passato e noi siamo rimasti al palo

In questi ultimi giorni si è sentito molto parlare della manovra finanziaria urgente passata in Parlamento per cercare di ridare stabilità e credibilità all’economia italiana, pochi i tagli alla spesa pubblica e tante le nuove entrate e quindi tasse, aumenti e riduzioni delle detrazioni. Il nostro governo ha perso un nuovo treno per dare finalmente una svolta a questa povera Italia e sta ora riempiendo le fila dell’antipolitica che vede nella “casta” il solo ed unico nemico pubblico.
Sarebbe stato il momento buono per fare delle vere riforme:
l’abolizione del concordato e dei finanziamenti alle chiese, la legalizzazione delle sostanze e perchè no anche del sesso a pagamento che avrebbero creato mercato e fatto girare l’economia ed invece eccoci qui con tagli alle detrazioni e aumenti di costi.
Spunta anche una nuova tassa sulla benziana, almeno questa potrebbe avere un senso, se non fosse sommata alle inutili tasse rimaste dopo il loro inserimento i cui fondi non finiscono certo per le cause per cui sono state introdotte: la guerra in Abissinia, crisi di Suez, Vajont, alluvione di Firenze, terremoti del Bellice, Friuli ed Irpinia … sarebbe bastato così poco per non mettere le mani nelle tasche degli italiani e riformare questo nostro paese, un altro treno è stato perso e l’antipolitica di pancia prende il sopravvento …
Una domanda. Se da un giorno all’altro fossero state tolte le province qualcuno pensa al mare di disoccupati che avremmo creato?
Qualcuno, prima di scagliarsi contro il voto radicale e piddino sulla proposta dell’IDV dove questi parlamentari si sono astenuti, ha pensato che non basta rimuovere la parola province dalla costituzione per farle sparire? Vicino a quella parola c’è anche città metropolitane che non sono mai esistite con buona pace di tutti e che forse avrebbero più senso delle province almeno qui a Milano. Qualcuno ha pensato che ci sono delle competenze che sarebbero dovute passare ad altri enti e che non basta cancellare una parola dalla Costituzione per farle riassegnare?
Sinceramente prima di chiedere i soldi o le teste dei nostri politici comincerei a smettere di mantenere uno stato estero che vive a sbaffo e finanziato da tutti noi sul nostro territorio.

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